lunedì, 27 febbraio 2006
La formula della “COCA”- Cola

 Evo Morales ha detto molte cose che volevamo ascoltare più di cinquecento anni fa dalla bocca da un presidente boliviano e ha detto finalmente cose che rivelano, e davanti al mondo, una delle cause dell'ostinata presenzia degli yankee in territorio andino e specialmente boliviano: il controllo della Coca attraverso la loro impresa della Coca Cola. Che derivato, o derivati, della foglia di coca è quello che utilizzano per elaborare la base della Coca Cola e che relazione hanno con la Cocaina? Evo reclamò davanti alla stampa internazionale il trattamento speciale che danno i governi andini alla commercializzazione della foglia di coca che compra la Coca Cola Internazionale. Disse Evo che il commercio di detta foglia è illegale tra i paesi andini ma non per l'impresa straniera, cioè che tra i cittadini e le imprese andine non può commercializzarsi liberamente la foglia di coca, ma la Coca Cola sì può comprare la quantità che voglia in qualunque paese andino che la produca.

Primo punto interrogativo: In realtà si usa foglia di coca nella fabbricazione della Coca Cola? Questa non è una domanda retorica o disinformata ma costituisce un punto di riflessione obbligatoria nello studio del caso, perché nell'anno 2002 la stessa impresa negò l'uso della foglia di coca nella fabbricazione del prodotto, come comproviamo leggendo l'articolo di Luís A. Gómez edito in www.Rebelión.org, il 27 novembre di quell'anno. In questo articolo leggiamo:

“Alcuni giorni fa, il Viceministro di Difesa Sociale della Bolivia, Ernesto Justiniano, informò che il suo ufficio aveva autorizzato l'esportazione di 350 mila libbre (approssimativamente 150 tonnellate) di foglia di coca agli Stati Uniti per la fabbricazione del prodotto gassoso Coca Cola […..]”, e nello stesso articolo si legge

“È diventato anche pubblico che il lavoro di Albo Export, un'impresa proprietà del boliviano Fernando Alborta, ha esportato coca da Perù e Bolivia negli ultimi anni, e che tra il 1997 e il 1999 mandò negli Stati Uniti un equivalente di 340 tonnellate di foglia di coca”.
Nell'anno 2004, lo zar antidroga del Perù, Nils Ericsson, in un scritto edito il 26 gennaio, affermò che: La Coca Cola, la mondialmente conosciuta fabbrica di bibite gassose, compra dal Perù 115 tonnellate di foglia di coca all'anno e dalla Bolivia 105 tonnellate con le quali produce, senza alcaloidi, 500 milioni di bottiglie di bibite gassose al giorno”.

Dopo aver letto tutti gli argomenti che circondano il nostro primo punto interrogativo, una possibile risposta è la seguente: Se la Coca Cola Internazionale è la prima impresa multinazionale (di monopolio) nella commercializzazione della foglia di coca, materia prima essenziale della Cocaina, dal momento che si è avvalsa del suo status legale privilegiato nei paesi andini, ed i suoi portavoci si rifiutano di riconoscere l'utilizzo di foglia di coca nella fabbricazione della bibita, allora questa impresa deve essere la prima sospettata nell'investigazione delle reti mondiali del narcotraffico perché “Che cosa fanno con tutte quelle tonnellate di foglie di coca che comprano annualmente?”

Leggiamo quello che è scritto nell'etichetta dopo dell'identificazione dell'impresa produttrice:

Ingredienti: acqua carbonata, zucchero, caramello, acido fosforico, estratti vegetali e caffeina. [continua a leggere l’articolo]
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giovedì, 09 febbraio 2006
Olimpiadi e coca cola

Riecco la classica (dis)informazione dei media che nascondono la verità. Per l’ennesima volta nei telegiornali si sente che i soliti no-global insieme ai dimostranti no-tav hanno tentato di bloccare la fiaccola olimpica.

Ma per quale motivo? I no-tav lo sappiamo… hanno tutte le loro ragioni ed anche il mio appoggio, ma gli altri? Questi fantomatici disobbedienti? Chi sono? Perché dimostrano? Questo non lo dicono! Quello che interessa far sapere ai media è solo che ci sono delle persone cattive, brutti monelli! Non dicono il vero motivo, e cioè che lo sponsor delle Olimpiadi 2006, la Coca-Cola, è accusata di assassini di sindacalisti e lavoro sottopagato in Colombia, dove ha le sue maggiori fabbriche, e che considerando che le Olimpiadi rappresentano la fratellanza tra i popoli del mondo, no è proprio il caso di associare le due cose. Chi è d’accordo?
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martedì, 06 dicembre 2005

BOICOTTA COCA-COLA





SPONSOR DELLA FIACCOLA OLIMPICA…

E DEGLI SQUADRONI DELLA MORTE COLOMBIANI

La Fiamma Olimpica è simbolo di pace, tolleranza, giustizia, libertà, solidarietà e uguaglianza tra i popoli e gli individui.

La Coca-Cola, in Colombia, in India e nel resto del mondo, è simbolo di violazione dei diritti umani.

In Colombia, la Coca-Cola utilizza gli squadroni della morte dei paramilitari per annientare il sindacato locale, ostacolo al massimo profitto.
 
1989 - Avelino Chicanoy
1994 - Jose Eleasar Manco David
1994 - Luis Enrique Giraldo Arango
1995 - Luis Enrique Gomez Granado
1996 - Isidro Segundo Gil
1996 - Jose Librado Herrera Osorio
2001 - Oscar Dario Soto Polo
2002 - Adolfo Munera Lopez
 
Sono i nomi degli otto leader sindacali assassinati su mandato della Coca-Cola per aver svolto il loro lavoro.
 
Decine di altri sindacalisti del SINALTRAINAL sono stati oggetto di rapimenti, minacce, montature giudiziarie. Molti di loro sono stati costretti a lasciare i loro luoghi d’origine e vivono oggi nell’anonimato in Colombia o in altri paesi.
 
Per questi motivi è impossibile associare la Fiamma Olimpica, e i valori che essa racchiude, alla Coca-Cola Company.
 
PER QUESTI MOTIVI CHIEDIAMO:
 
-          a TUTTE e a TUTTI
 
di NON ACQUISTARE I PRODOTTI DELLA ‘THE COCA-COLA COMPANY’
(Coca-Cola, Fanta, Sprite, Burn, Powerade, Minute Maid, Nestea)
-          al TOROC, al CONI e al CIO
 
di ESCLUDERE COCA-COLA DAGLI SPONSOR DELLE OLIMPIADI
-          a COCA-COLA
 
di CONCEDERE UNA 'TREGUA OLIMPICA' AI SINDACALISTI COLOMBIANI DELSINALTRAINAL
 
CAMBIARE IL COMPORTAMENTO DELLE MULTINAZIONALI SI PUÒ!!!
Grazie alla pressione della società civile italiana, Coca-Cola ha dovuto accettare che a MARZO
2006 una Commissione d’inchiesta indipendente vada a verificare le condizioni di lavoro e di
libertà sindacale negli impianti di imbottigliamento colombiani.
Se vuoi aderire al boicottaggio o avere maggiori informazioni, visita il sito web
www.nococacola.info, ricco di inchieste, rapporti indipendenti e notizie sui motivi e sulle
iniziative del boicottaggio.
 
LIVE OLYMPIC
DON’T KILL COLOMBIAN UNIONISTS

 

postato da: ilpapocchio alle ore 15:20 | Permalink | commenti (2)
categoria:boicottaggio, multinazionali, coca-cola
martedì, 22 novembre 2005

Torino, consiglio comunale bandisce Coca-Cola da locali amministrazione.

Torino, 15 nov. (Adnkronos) - Non c'e' pace per la Coca Cola , sponsor olimpico di Torino 2006. Dopo le polemiche delle scorse settimane sollevate dalla decisione del comune di Roma di non accettare la multinazionale come sponsor della Fiamma Olimpica, anche l'amministrazione comunale del capoluogo piemontese ha deciso di bandire la bevanda dai locali del Comune.
Con un ordine del giorno presentato da un consigliere di Rifondazione e da uno dei Comunisti Italiani, votato a favore da 12 componenti della Sala Rossa (11 i voti contrari, sei gli astenuti e due non partecipanti al voto), si auspica l'esclusione delle bevande prodotte dalla multinazionale americana nei distributori degli uffici e dei locali dell'ammistrazione comunale.
''Un atto di boicottaggio - si legge nell'odg - che vuole essere l'epressione di una denuncia nei confronti della multinazionale. Infatti - spiega il documento - negli Usa la Coca Cola e' stata citata in giudizio per violazione dei diritti umani, dai sindacati di alcune imprese colombiane imbottigliatrici delle bevande dell'azienda''. ''Con questa iniziativa - spiegano i promotori - la Citta di Torino prende a riferimento il percorso intrappreso dal Comune di Roma sui cosiddetti 'sponsor etici'.
(Abr/Ct/Adnkronos) 15-NOV-05 15:47

Non nascondo che quando ascolto queste notizie alla tv il mio cuore si riempie di gioia come un bambino di fronte ad un nuovo giocattolo (...esagerato!). Primo perchè sono consapevole che far passare nei telegiornali una notizia di queste non è certo facile ("la multinazionele Coca Cola colpevole di omicidi ed atti intenti a ledere la dignità umana"), secondo perchè grazie a queste, si intensificano gli sforzi di coloro che cercano di far capire al grande "pubblico" tutto quello che succede nel mondo e di cui la maggior parte è allo scuro. Allora penso: "Se capiscono che una delle multinazionali più potenti del pianeta agisce in questo modo, capiranno anche che in egual modo o ancor peggio fanno le altre. E quindi si informeranno anche sulle altre". Riscontro, in molte persone ed amici, che non vi è consapevolezza degli accadimenti che di rado passa il piccolo schermo, ma di cui internet è pieno (fortunatamente). La maggior parte di loro alla domanda "Ma sai di cosa sono colpevoli e qual'è la filosofia di Coca Cola, McDonald's e delle varie multinazionali?" rispondono un triste no. E dopo una piccola spiegazione la loro risposta è: "ma queste sono voci che mettono in giro" oppure "ma non sono cose vere". Da questi tristi responsi si intuisce che l'informazione non raggiunge tutti e che rimarremo ancora molto schiavi di “chi comanda”. Io sono convinto di una cosa, e cioè che se vogliamo le informazioni, le possiamo avere, ma non tutti sono disposti ad accettare la realtà. Un po’ perchè non ci crediamo ed un po’ perchè viviamo meglio senza saperle certe verità.

postato da: ilpapocchio alle ore 14:03 | Permalink | commenti
categoria:torino, coca-cola
domenica, 13 novembre 2005

Boicottaggio: l’arma più potente che abbiamo!

Il boicottaggio è un'azione straordinaria, consiste nell' interruzione organizzata e temporanea dell'acquisto di uno o più prodotti e/o beni per forzare le società produttrici ad abbandonare certi comportamenti che creano ingiustizia, impoverimento ed inquinamento. Ogni volta che andiamo a fare la spesa, ricordiamoci che siamo potenti e che le imprese sono in posizione di profonda dipendenza dal nostro comportamento di consumatori.

Noi, infatti, con i nostri acquisti abbiamo la possibilità di far salire e scendere i loro profitti. L'azione di boicottaggio è possibile quando molte persone, contemporaneamente, scelgono di non acquistare i prodotti dell'impresa in questione. 

Vi sono due tipi di boicottaggio: di "coscienza" e "strategico". Il boicottaggio di coscienza risponde unicamente al bisogno di ciascuno di fare scelte di acquisto che corrispondono ai propri principi etici. Il boicottaggio strategico ha la finalità della vittoria e quindi viene intrapreso da gruppi organizzati affinché l'azienda subisca un calo delle vendite dal 2 al 5% circa in quanto questa percentuale è sufficiente a condizionare i comportamenti dell'impresa. E' necessaria, ovviamente, la partecipazione di tante persone: ognuno di noi, con una giusta informazione, può contribuire ad allargare il "gruppo di amici" che si oppone alle ingiustizie.


Il boicottaggio è l’arma di cui tutti i cittadini di qualsiasi parte del mondo sono in possesso e che possono usare per far rispettare i nostri diritti, soprattutto quelli umani. In fondo tutti sappiamo benissimo che le società o le multinazionali che fottono il prossimo sono proprio quelle destinate alle nostre spese maggiori. La maggior parte delle persone, inconsapevoli di ciò che succede nel mondo, si lascia convincere facilmente dai sempre più intraprendenti ed astuti pubblicitari che, perfettamente a conoscenza di questa inconsapevolezza, convincono la gente a comprare di tutto: alimentari, medicinali, abbigliamento, ……

Possiamo usare il boicottaggio per far rispettare i diritti umani, per la pace, per l’ambiente e per tutto quello che non ci sta bene, e contro chi sfrutta l’ingenuità delle persone per i propri benefici… le multinazionali! Innanzitutto bisogna conoscere le aziende che gestiscono i propri profitti in modo scorretto.

Alcune delle società più crudeli, come McDonald’s, Nestlè, Shell, Walt Disney, Coca Cola, Benetton e tante altre i cui nomi sono sconosciuti al grande pubblico, hanno nel loro curriculum parecchi atti disumani non solo contro i propri dipendenti, ma anche verso noi consumatori.

Faccio alcuni esempi:

Anche se l'80% dei lavoratori di
McDonald's
sono part-time, in un anno il turn-over (riciclo del personale) raggiunge il 60% (negli Stati Uniti è del 300%). Non è strano per i lavoratori dei loro ristoranti abbandonare dopo quattro o cinque settimane. Le ragioni non sono difficili da scovare.I lavoratori e le lavoratrici del comparto ristorazione se la vedono brutta in quanto a paga e condizioni di lavoro. Le paghe sono basse e le possibilità di promozioni minime. Un altra difficoltà è costituita dal fatto che chi lavora in cucina come una grande parte dei lavoratori appartenenti a minoranze etniche che con le poche possibilità che hanno di trovare lavoro, temono di essere licenziati - e molti lo sono stati - per aver aderito ad un organizzazione sindacale. McDonald's ha una strategia contro la sindacalizzazione che consiste nel liquidare i lavoratori a favore di questa. Fino ad oggi ha avuto successo in tutto il mondo tranne che in Svezia e a Dublino, dopo una lunga lotta. Vi siete mai chiesti come mai i panini o le insalate di tutti i McDonald’s che avete provato hanno lo stesso identico sapore? Le uniformi a righine di McDonald's, le brillanti decorazioni in plastica, i cappellini festosi e la tipica musichetta sono tutte parti dello stesso bel vestito indossato da un cibo di bassa qualità che è stato progettato fin nei minimi dettagli per apparire allo stesso modo ed avere lo stesso identico sapore in tutti i McDonald's in ogni angolo del mondo. Per raggiungere questa artificiale identità di gusto McDonald's richiede che le sue "foglie di lattuga fresca" vengano trattate con venti diversi prodotti chimici per dargli lo stesso colore, la stessa consistenza per lo stesso periodo di tempo. Alla fine potrebbe essere un pezzo di plastica.

La Coca-Cola è responsabile della repressione attuata in Colombia dai paramilitari contro il sindacato SINALTRAINAL. Otto omicidi, innumerevoli sequestri, aggressioni, trasferimenti forzati e minacce. Il governo colombiano assicura l'impunità ai colpevoli di questi crimini. Il SINALTRAINAL fa appello alla solidarietà internazionale e chiede a tutti di boicottare i prodotti Coca-Cola per ottenere:
- la fine della repressione
- il risarcimento integrale delle famiglie delle vittime
- la stesura e il rispetto di un codice di condotta che garantisca l'attività sindacale e condizioni giuste per tutti i lavoratori. La REBOC raccoglie l'appello del SINALTRAINAL e promuove il boicottaggio in Italia. La è responsabile della repressione attuata in Colombia dai paramilitari contro il sindacato SINALTRAINAL. Otto omicidi, innumerevoli sequestri, aggressioni, trasferimenti forzati e minacce.


...e noi subiamo!

http://www.tmcrew.org/mcd/index.html
http://web.peacelink.it/boycott/
http://www.tmcrew.org/killamulti/cocacola/index.html
http://www.tmcrew.org/killamulti/
postato da: ilpapocchio alle ore 21:26 | Permalink | commenti
categoria:boicottaggio, multinazionali, coca-cola, mcdonalds